"Tutelare il valore sociale delle banche cooperative"

Appello all'Europa dei presidenti di Federcasse e dell'associazione delle banche popolari

Occorre che tutta la normativa di riferimento sappia distinguere tra intermediari che operano a livello territoriale o trans-nazionale, se nella finanza speculativa o solo nell’intermediazione tradizionale e nel sostegno all’economia reale. È questo l’appello lanciato dal Presidente di Federcasse (l’associazione nazionale delle BCC e Casse Rurali italiane) Alessandro Azzi e dal Presidente dell’Associazione Nazionale fra le Banche Popolari, Carlo Fratta Pasini, durante una conferenza stampa congiunta tenutasi giovedì scorso a Milano. In particolare, i due presidenti hanno sottolineato«come la cooperazionebancaria, pur in presenza di una naturale flessione della raccolta che ha riguardato l’intero sistema, ha continuato a voler sostenere famiglie ed imprese: ma questo è un impegno che dovrà essere sostenuto da un quadro di riferimento che tenga conto delle specificità normative ed organizzative, nonché della mission delle banche cooperative». Il sistema della cooperazione bancaria italiana conta oggi 511 aziende, circa 14 mila sportelli, oltre 2,3 milioni di soci e 121 mila dipendenti. Nell’ultimo anno gli impieghi all’economia reale erogati nel complesso daBCCe Popolari hanno superato i 530 miliardi di euro, a fronte di una raccolta di 609 miliardi.

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