Piccole cooperative di consumatori Il caso della bottega bio a Mantova

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Comprare del cibo sano, di sicura provenienza, dal ridotto impatto ambientale e realizzato attraverso un equo ciclo produttivo. Considerati i ritmi e luoghi della vita moderna per molti di noi si tratta di un miraggio. C'è però chi ha deciso di non arrendersi, e per questo ha fondato una nuova cooperativa di consumo. La storia è quella di "Bioanch'io", una bottega alimentare inaugurata poche settimane fa a Mantova. «Il progetto si è sviluppato all'interno del gruppo di studio mantovano sulla decrescita - racconta Pietro Girardi, presidente della neonata cooperativa - durante i nostri incontri abbiamo pensato a quali potessero essere le criticità presenti nella nostra città, e quelle maggiori le abbiamo individuate nell'ambiente, nella salute e nell'economia locale. Pensando a un progetto che riguardasse tutti questi temi e che potesse far sentire i cittadini parte attiva di un cambiamento è nata l'idea di aprire una bottega alimentare. Perché intorno al cibo si è sviluppata l'industria più grande mai realizzata dall'essere umano, e trovare un modo di agire più consapevole e virtuoso intorno a tale questione significherebbe riuscire a incidere profondamente e positivamente sulla vita delle persone». Il gruppo ha così iniziato a darsi da fare, dapprima organizzando numerosi incontri con la cittadinanza allo scopo di rendere partecipi del progetto quante più persone possibili, poi cominciando a ricercare possibili fornitori. Dopo un anno e mezzo di gestazione il cerchio si è allargato a 250 soci (quota minima di ingresso 30 euro), e, anche grazie a un prestito concesso da Banca Etica, la bottega ha finalmente aperto. Al suo interno si possono trovare solo prodotti biologici.
[FIRMA_CODA]Andrea Passoni

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