
“Il Sudafrica ha fame d’energia”. Così ha esordito il presidente della Cooperativa Cellini di Prato, quando gli è stato chiesto della partecipazione della sua azienda alla “Renewable Energy Mission to South Africa”, la missione economica del settore delle energie rinnovabili organizzata da Confindustria e dall’ufficio ICE di Johannesburg. La missione, svoltasi dal 26 al 29 Settembre, aveva come obiettivo quello di far conoscere alle imprese italiane le opportunità di investimento nello Stato africano, possibilità che come Ciacci ha testimoniato “sono molto interessanti, soprattutto nel campo dell’energie rinnovabili”. Infatti, nonostante il Sudafrica rappresenti una delle economie più forti del Continente, da qualche anno è alle prese con un accentuato problema di carenza energetica. La crisi più pesante ebbe luogo nel 2008, quando ripetuti blackout costrinsero il governo a razionare la distribuzione. Difficoltà simili si verificarono anche durante i mondiali di calcio del 2010, in concomitanza dei quali si verificarono dei tagli all’energia destinata alle industrie. Per cercare di ovviare a questa difficoltà, il Ministero dell’Energia sudafricano ha varato lo scorso anno un “piano integrato” che stabilisce il mix tra energie rinnovabili e non rinnovabili che il Paese dovrà adottare per garantirsi una fornitura energetica affidabile fino al 2030. Gli obiettivi fissati sono ambiziosi. Al fine di ridurre la propria dipendenza dal carbone (attraverso il quale viene attualmente soddisfatto il 72% dei consumi in energia primaria e più dell’84% della domanda di energia elettrica), il piano punta a realizzare una potenza elettrica aggiuntiva da fonti rinnovabili pari a 17.800 MW entro il 2020, corrispondente al 42% del totale della nuova generazione elettrica. Rientra in questo quadro il bando di gara internazionale per la realizzazione di impianti alimentati con fonti rinnovabili per un totale di 3.725 MW entro il 2016.
Il processo di assegnazione è suddiviso in più fasi, la prima delle quali si concluderà in occasione della prossima conferenza Onu sui cambiamenti climatici (Cop-17) che si terrà proprio in Sudafrica dal 28 novembre al 9 dicembre 2011. La ripartizione dei progetti prevede 1850 MW per l’energia eolica, 200 MW per la solare termica concentrata, 1.450 MW per il fotovoltaico, 12,5 MW per produzione da biomasse/biogas, 25 MW per gas da rifiuti, 75 MW per piccole centrali idroelettriche e altri 100 MW per progetti su piccola scala. L’investimento complessivo è superiore ai 100 miliardi di Rand, all’incirca 9 miliardi di euro. Una grande opportunità per un’impresa come la Cellini da anni attiva nel campo delle energie rinnovabili. “Durante i giorni della nostra permanenza abbiamo avuto modo di incontrare piccole e grandi realtà locali” - ricorda Ciacci - “Abbiamo visitato diverse zone industriali, in cui tra l’altro sono presenti da tempo anche grandi aziende come la Mercedes, dove se si operano investimento o si installa un sito produttivo si viene beneficiati da diverse agevolazioni, dalle tasse al terreno. Le possibilità ci sono e sono notevoli, ora si tratta di approfondire il discorso e di verificare la sostenibilità di alcuni progetti. Naturalmente sappiamo che ci vorrà del tempo, ma la Cooperativa è molto interessata ai nuovi mercati rappresentati dai paesi emergenti”. Nuovi mercati che, considerate le difficoltà del nostro Paese, sempre più imprese italiane stanno cercando di raggiungere. “Per noi è estremamente importante guardare anche al di fuori dall’Italia, un paese che non solo a chi ci abita e ci lavora, ma che anche a chi lo guarda dall’estero appare tremendamente fermo. Per questo a fine novembre torneremo per una settimana in Sudafrica e cercheremo di lavorare per rendere possibile uno sviluppo di alcuni progetti che abbiamo in mente, mentre in cantiere abbiamo l’intenzione di approfondire altri scenari, come ad esempio l’Algeria”, ha concluso il Presidente della Cellini.


Realizzazione Portali e Siti Web - Mind Solution s.r.l.