Aicoplast. Lavoratori: 9. Obiettivo fatturato: 2 milioni. Fondata nell’ottobre del 2009 da sette soci, è specializzata nella produzione di imballaggi in plastica, contenitori per cosmetici e casalinghi. “Vogliamo crescere, assumere nuovo personale, ma la causa in corso con il tribunale fallimentare rischia di farci perdere di nuovo il posto di lavoro”.
L’Aicoplast di Londa, in provincia di Firenze, era una florida azienda: anni fa produceva contenitori per la Bayer. Poi la crisi, iniziata nel 2006, ha messo in discussione tutto, soprattutto 35 posti di lavoro. La vecchia proprietà voleva portare tutta la produzione a Genova, ma gli operai hanno detto no al trasferimento e hanno deciso di fare da sé, di diventare soci di un progetto comune. Hanno così investito la mobilità anticipata dall’Inps nella cooperativa che ha mantenuto il nome Aicoplast, la vecchia azienda finita in procedura fallimentare. Lo ha fatto per primo Patrizio Vitali, ieri dipendenti oggi presidente operaio, che ha dato i 27mila euro nel fondo in quest’idea comune e così gli altri sei soci. “L’abbiamo fatto per salvare il posto di lavoro, per non far trasferire le nostre famiglie – dice Vitali – Siamo tutti della zone e qui vogliamo rimanere. Oggi vogliamo crescere, vogliamo aumentare il fatturato e assumere altro personale”. Il lavoro c’è e i risultati anche: “Negli ultimi due mesi del 2009 abbiamo fatturato 76mila euro, non male. Il2010 si chiuderà con una piccola perdita e il 2011 dovrebbe essere di consolidamento”. Ma sulle loro teste pende una spada di Damocle che potrebbe vanificare la fatica fatta per far crescere la cooperativa: il giudice del tribunale fallimentare vuole chiudere la procedura e vendere lo stabilimento. “Noi possiamo anche comprare le macchine ma poi non avremo un tetto sulla testa. Bisogna trovare qualcuno che ci dà una mano, aldilà delle cooperative. Quello che importa ora sono i soldi per continuare, che non abbiamo. Noi vogliamo crescere, espanderci: puntiamo a fare 180mila euro al mese e 2 milioni di fatturato l’anno, ma rischiano di tagliarci le gambe”. Eppure Aicoplast è una realtà vivace e all’avanguardia sui temi ambientali: produce infatti contenitori di plastica che attaccati da un particolare batterio sono in grado di autodistruggersi in pochi anni.


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