In Italia diminuiscono le carte di credito e aumentano i bancomat

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 ( Foto: INFOPHOTO)

Le carte di pagamento esplodono nelle economie emergenti e arretrano nei Paesi occidentali in difficoltà. Nel nostro Paese è in atto una riduzione del numero delle carte di credito “classiche” e “revolving” ma non dei bancomat. Analizzando i numeri sulle carte di pagamento in 40 Paesi del mondo CPP Italia, filiale della multinazionale inglese specializzata nella tutela delle carte di credito, ha rintracciato la correlazione tra andamento dell’economia e carte di pagamento.


 


“In Italia – afferma Walter Bruschi, amministratore delegato di CPP Italia, che nel nostro Paese ha oltre 700 mila clienti con 3 milioni di carte assicurate – sono aumentate le transazioni e il loro controvalore medio Un trend positivo confermato nel 2011 e che dovrebbe proseguire nel 2012 sulla spinta delle disposizioni antievasione decise dal Governo italiano che incoraggiano l’uso della moneta elettronica abbassando a mille euro la soglia dei pagamenti in contanti. L’Italia rimane comunque un Paese dove l’utilizzo delle carte di pagamento è ancora basso rispetto ad altri. Si stima che il contante venga utilizzato nel 90% delle transazioni, contro una media dei principali paesi europei di circa il 70%”.



Il trend di crescita dell’economia nei cosiddetti Paesi BRICS e asiatici si rispecchia in un aumento del numero di plastic cards in circolazione. Se l’India ha superato tutti con un incremento percentuale (dal 2008 al 2010) superiore al 50% sfiorando i 246 milioni, in Cina la crescita del 34% ha fatto lievitare il numero delle carte di pagamento in circolazione verso l’astronomica cifra di 2,5 miliardi (2,415 mld) di pezzi. La crescita a doppia cifra c’è stata anche in Brasile (+ 22% - 628 milioni di carte), Russia (+ 21% a oltre 144 milioni di carte), Messico (+18,7% e 97,5 milioni di plastic cards), Turchia (+ 12,4% a 116,8 milioni di carte) e Sud Africa ( +9,7% e 57,8 milioni di carte). Il primo Paese dell’area euro per crescita del numero delle carte di pagamento è il piccolo Lussemburgo (+38,3%), davanti all’Irlanda che con un incremento del 13,8% si avvicina ai 6 milioni di carte in circolazione). Numeri assoluti ovviamente meno significativi.


 


Nel periodo 2008-2010 sia il mercato francese sia quello inglese hanno manifestato segni di maturità, con un calo del numero di carte in circolazione rispettivamente dell’1,5% e del 2%, con andamento altalenante in entrambi i Paesi.


 
La difficoltà di alcune economie occidentali si manifesta anche nella diffusione delle carte di pagamento. In Spagna il calo maggiore (-7,3% a 73,4 milioni di carte) seguita da Grecia (-6,6% a 15,5 milioni di carte) e Portogallo (-4,5% a 19,6 milioni di carte). Situazione analoga nella maggior parte dei Paesi dell’Est: Romania (-7,2%), Bulgaria (- 5,9%), Lettonia (-3,6%), Estonia (-2,7%). La situazione è ribaltata se si esamina la reale diffusione delle carte di pagamento tra la popolazione. L’India, prima per incremento percentuale del numero di tessere, è ultima per diffusione procapite: se ne contano 0,29 per ogni abitante con più di 15 anni.

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