Un groviglio armonioso senza fini di lucro ora ha una città da salvare

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Un bimbo del Leocorno saluta il Carroccio in Piazza del Campo

Avevo in mente di proporvi qualcosa sulla mia città. Vi avrei parlato di cavalli, di amore per loro, dell’abitudine di averci a che fare fin da bambini e del fatto che li montiamo senza sella. Vi avrei raccontato di un sogno dove mi figuravo la ministra Brambilla a sedere sul muretto di piazzetta Grassi, circondata dai bambini del Leocorno. Che alla fine la convincevano del contrario cui credeva. Vi avrei ricordato che un giorno Siena aveva deciso di non ammazzare più i cavalli. Se si fossero feriti sarebbero stati salvati e messi poi a vita sui prati della Montagnola con l’unica incombenza di ricevere le zollette dei bambini in gita scolastica. Quest’ultima cosa però la dovrei verificare, perché mi era giunta voce che si volesse preferire un concerto in più in Piazza del Campo al rinnovo della convenzione con la Forestale. Avrei voluto spiegarvi infine che il Palio che domani comincia di nuovo, è, per chi lo vive, motivo di onore e non retaggio anacronistico e arrogante disprezzo per le regole dello Stato. Di tutto questo tuttavia non parlo, perché Siena ieri ha visto di più: si è trasformato in realtà il più ferale dei suoi incubi. Babbo Monte, la terza banca italiana, chiuderà 500 sportelli e licenzierà oltre 4mila dipendenti. Inoltre gli servono altri soldi freschi e probabilmente la Fondazione che ne è il maggior azionista, non sarà in grado di ricapitalizzare. Se ciò accadrà e se risulterà alla fine troppo indebolito il peso della senesità, è lecito pensare che la Direzione generale sia prossima ad insediarsi in un’altra città italiana. E questa crisi, la mia Siena, la vive con un comune commissariato, un’università dissestata e un’economia sanitaria in recessione. Non voglio aggiungermi a chi dà la propria versione su un patrimonio dissipato, ma solo comunicare partecipata vicinanza ai miei concittadini e condividere la mia assoluta sicurezza che questa città, piccola ma unica, saprà risorgere. Un collega che stimo è stato ingiustamente criticato per una rappresentazione simbolica della città, il groviglio armonioso. E perché no? Siena si salvò dalle bombe perché Nazifascisti e Alleati si accordarono, nelle nostre contrade ci si esprime senza accenti di colore politico, l’era aurea è forse quella del Governo dei Nove, quando tre monti di diversa estrazione guidavano la città, il patto sugli avanzi del Monte è durato aldilà della Prima Repubblica. Ripongo molta fiducia in futuro sulle potenzialità di questo groviglio armonioso perché sicuramente ora che non ci sono più risorse da dividersi, avrà come unico fine il bene ed il riscatto della città.


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