
Milano - (Adnkronos, 18 feb) - Arriverà dal Dna la chiave per risolvere l’omicidio di Yara Gambirasio. Ne è convinto il consulente Giorgio Portera, ex ufficiale del Ris, nominato dalla famiglia della 13enne uccisa e abbandonata in un campo di Chignolo d’Isola. Gli ultimi risvolti investigativi puntano su Gorno, paesino della bergamasca di circa 1.600 anime: nel mirino c’è un ragazzo di neanche 30 anni, estraneo al delitto, ma molti punti del suo profilo genetico coincidono con quello trovati sugli slip della vittima. Analogie che, se approfondite, possono portare dritto al killer. «La ricerca del Dna - spiega all’Adnkronos, Portera - è una strada determinante, un percorso che porterà a un risultato, a patto di accompagnarlo con metodi investigativi». La somiglianza di tutti i cromosomi, e non solo del cromosoma Y (quindi trasmesso per linea paterna), ha come conseguenza che un qualsiasi parente del giovane è l’assassino della giovane promessa della ginnastica ritmica. Una somiglianza genetica che si tramanda «per una o due generazioni». Guai a parlare di un profilo genetico legato a un cognome: «non è corretto, anzi è scientificamente pericoloso», precisa. A un anno e mezzo dal giorno della scomparsa di Yara, era il 26 novembre 2010, la sua famiglia e l’intera comunità di Brembate di Sopra, in provincia di Bergamo, attendono ancora la verità. «La famiglia ha fiducia nella magistratura, ma vuole controllare, con la mia nomina e con quella di un avvocato di fiducia (Enrico Pelillo, ndr), tutto quello che è stato fatto e quanto ancora si sta facendo. Ora è il momento di mettere mani e occhi in questa inchiesta».
La prossima settimana, dopo il via libera del pm di Bergamo Letizia Ruggeri, il consulente della famiglia potrà accedere all’intero fascicolo dell’inchiesta sull’omicidio. Si tratta di tutti i documenti raccolti finora: le relazioni scientifiche su tracce, impronte e Dna trovate sul corpo di Yara e sui suoi vestiti, ma anche i verbali dei sopralluoghi, i video, le foto del ritrovamento e la relazione dell’autopsia eseguita nell’Istituto di Medicina legale di Milano. Centinaia di fogli, immagini, tabulati telefonici con cui si è cercato di ricostruire ogni fase del delitto: dalla scomparsa di Yara, appena uscita dalla palestra, al suo ritrovamento nel campo a pochi passi dalla discoteca ’Sabbie Mobilì, frequentata abitualmente da quel giovane che, ora, potrebbe aiutare a risolvere un delitto che rischia di trasformarsi in cold case. Finora l’inchiesta ha portato all’analisi di oltre 13mila profili: non ha escluso 80enni, nè un parroco della zona, secondo indiscrezioni. Il tutto «con un costo, per le casse dello Stato, di milioni di euro. Ma - precisa il consulente Portera - più si va avanti a raccogliere profili genetici, più aumentano le possibilità di trovare una corrispondenza piena con l’assassino». Mai, però, affidarsi solo alla scienza. «Concordo con chi ritiene che il rastrellamento sia un errore, bisogna puntare su una raccolta di Dna che segua un iter investigativo» e non una ricerca random.
Se per l’esperto Portera «è giusto far affidamento sul Dna, perchè da riscontri più che affidabili», occorre anche capire da «dove e come è stata estrapolata questa traccia biologica». Insomma, bisogna ripartire dall’analisi dei documenti raccolti da polizia e carabinieri, mettere insieme i tasselli di un’inchiesta con qualche sbavatura e cercare di «dare risposta a una famiglia che da quasi un anno e mezzo attende di sapere la verità». Dopo una prima opposizione da parte del pubblico ministero all’accesso agli atti, ora la famiglia di Yara potrà leggere quanto fatto per dare un volto all’assassino di loro figlia. E potrà farsi un’idea dell’impegno della Procura messo in dubbio da qualche politico, e non solo. Nel fascicolo ci sarà anche il nome di Mohammed Fikri, la cui richiesta di archiviazione, ora nelle mani del gip Vincenza Maccora, dovrebbe arrivare a giorni. Dopo un primo stop ’tecnico', per la richiesta di altri documenti avanzata dal gip, ora il giovane operaio marocchino, arrestato per una traduzione sbagliata, dovrebbe essere ’cancellatò dal registro degli indagati. A quel punto, però, l’elenco dei sospetti tornerà vuoto.
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