


LONDRA - Il cambio euro-sterlina non è più come con la lira oltre dieci anni fa, resta sempre un po’ sbilanciato e ciò nonostante mangiare a Londra è spesso più conveniente che in Italia. Soprattutto nelle regioni o nelle città turistiche.
L’Inghilterra non è mai stata famosa per il cibo, eppure una cucina inglese esiste, basta rileggersi “Il circolo Pickwick” di Dickens, uno dei capolavori della letteratura britannica dove con umorismo e sagacia, il non ancora celebre scrittore inventò un ritratto eccentrico e nostalgico di un’Inghilterra cordiale, ricette e pranzi compresi.
L’orgoglio gastronomico britannico è tornato alla ribalta con il ristorante Dinner all’interno del Mandarin Oriental dello chef Blumenthal che cita piatti e ricette antichi, con tanto di data. I piatti, ovviamente rivisitati, hanno valso al locale londinese una delle prime posizioni nella classifica dei 50 best della San Pellegrino. Le portate vanno da 15 a 30 sterline, l’equivalente dei 30 o 40 euro di un ristorante di alta cucina italiano.
A segnare le principali differenze, sono però i bistrot e i ristoranti di fascia media. A cominciare da un’altra presenza nella classifica dei 50 migliori ristoranti al mondo di San Pellegrino: il St Johns, nella zona di Farringdon. Il St Johns è un luogo pieno di contraddizioni e quindi piuttosto affascinante. E’ un ex affumicatoio dismesso nei Sessanta apparecchiato in stile bistrot, ma con l'angolo ricevimento, il maitre in abito scuro, il sapone di marca nei bagni, pane e burro offerti nell’attesa. Si spendono anche 6,50 sterline (7,60 euro) per alcuni antipasti come il midollo arrosto da spalmare sul pane tostato, da 14 a 30 per i secondi come le interiora di maiale, ma entrambi i tipi di portata escono da una cucina chiaramente alta e tutt’altro che improvvisata.
L’Hereford Road (3 Hereford Road
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) di Notting Hill, è un altro indirizzo affidabile e semplice per gourmet e non. Anni ‘70 senza tovaglie, chic dai macinapepe alle tonet di legno naturale o alle panche in pelle color buccia di melograno. Ottime le guance di razza, con briciole e cavolo croccanti e il kidney di vitello, il rognone, con purea e mostarda di Digione. Ancora una volta uno stile minimale e vagamente impostato sulle frattaglie o su tagli poveri per abbassare il food cost e quindi il prezzo. Qui si spendono 6 euro per gli starters e 14 per i piatti principali (6 i dolci).
Stesso target per il Cote, una brasserie molto francese in questo caso, di fronte alla fermata di Parsons Green nella residenziale Chelsea. Un pollo di Bresse alla griglia con patatine sauté e insalata verde a parte, accompagnati da un bicchiere di rosè a meno di venti euro con grande qualità.
Gli esempi si potrebbero estendere ai Sampler, locali dove assaggiare i vini al bicchiere con una tessera o ai bento giapponesi per il pranzo, anche a meno di cinque sterline. Ma buoni.
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