
E’ iniziata il 15 marzo e si concluderà a maggio al Salone del libro di Torino, la campagna promossa dall’editore milanese Marcos y Marcos “Andare in libreria”, un progetto di sostegno alle librerie indipendenti e quindi alla lettura consapevole. Come recita il comunicato stampa “Andare in libreria è”... un concorso, una festa itinerante, un’agenda. Infatti tutti i lettori possono presentarsi in una delle 200 librerie, costantemente in aggiornamento, che hanno aderito all’iniziativa, trovare un omaggio, un quaderno realizzato dalle cartiere Fabriano per l’occasione e distribuito in diecimila copie e poi partecipare al concorso per la frase migliore che spieghi cosa significa recarsi in libreria (si può partecipare anche compilando l’apposito modulo presente sul sito internet www.marcosymarcos.com specificando sempre però una libreria di riferimento tra quelle che hanno deciso di partecipare all’iniziativa).
Marcos y Marcos pubblicherà poi nel 2013 un’agenda con le frasi vincitrici del concorso, scelte da una giuria formata da Massimo Cirri, Lella Costa, Annamaria Testa, che selezionerà quattro finalisti che si sfideranno a maggio al Salone del Libro di Torino esibendosi in un originale “Elogio della libreria”. E il vincitore si aggiudicherà una bicicletta. A partire dal mese di aprile poi saranno organizzati degli eventi per promuovere le librerie e la lettura in cui saranno gli scrittori a presentare le librerie. Alla campagna hanno aderito anche grossi nomi del nostro panorama letterario e artistico, da Piero Dorfles a Vinicio Capossela, fino a Valeria Parrella, Michela Murgia e Fabio Geda, ciascuno con una propria frase esplicativa del loro rapporto con le librerie. Tutto questo a fronte di un sistema che soffoca i librai indipendenti e proprio nei giorni in cui è stato diffuso il dato relativo a una ricerca molto ampia e approfondita “L’Italia dei libri”, commissionata dal Centro Per il Libro e la Lettura, dalla quale emerge che le librerie nel 2011 hanno perso il 10% di acquirenti (ciò significa che 3 milioni di persone che hanno acquistato almeno un libro nel 2010, non hanno acquistato nemmeno quello, nel 2011) e la spesa complessiva in libri è stata il 20% in meno dell’anno prima.
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