“La settima onda” riprende il largo

E’ una ristampa ripubblicata a dodici anni dalla prima edizione. “La settima onda” (ed.Mursia), scritta da Donatello Bellomo, giornalista professionista con il tarlo del mare, delle vele e delle storie. Per lui, è la storia che trova l’ uomo.


 Sir Wiliam Phips (1651 – 1695), figlio di un armaiolo di Bristol,si trasferisce nelle colonie inglesi del Maine, e riesce ad ottenere la fiducia di due sovrani inglesi, Carlo II Stuart e Giacomo II Stuart che gli concedono di salpare alla ricerca del tesoro rimasto a bordo di un galeone spagnolo sprofondato al largo di Santo Domingo. Si chiamava  Nuestra Senora de la Pura y Limpia Concepcion e Phips la troverà. Diventerà ricco e Governatore del Massachussets. Bellomo si imbatte in William Phips nel 1995 in un libro di Claude Riffaud, La grande aventure des hommes sous la mer, edito da Albin. Riffaud lo citava semplicemente come pioniere nell’utilizzo della campana pneumatica nel recupero di tesori sommersi. C’era molto di più, oltre la storia ufficiale. Il recupero di quel relitto prigioniero di una crosta di corallo che”rendeva indistinguibile lo scafo dagli scogli, due navi, un ammutinamento, la prigionia nella Torre di Londra, la liberazione, la collaborazione con l’astronomo Halley,due donne innamorate e decisive in ogni giorno della vita del protagonista”. Tutto finisce una mattina di febbraio del 1998 quando Bellomo si ritrova inginocchiato davanti “alla tomba del nostro eroe in un cimitero della periferia londinese. L’avevo trovato, o meglio, lui si era fatto trovare”.

IN EDICOLA


Realizzazione Portali e Siti Web - Mind Solution s.r.l.