Rocce, torrenti, foreste e rovi. E’ qui che sboccia il racconto

Quando mi hanno chiesto di parlare dei libri di terra che ho amato negli ultimi tempi, ho pensato che avrei dovuto spiegare almeno a me stesso cosa intendevo per libri di terra e di mare. L'avevo chiaro, certamente, ma non sarei riuscito a dirlo, o sì, forse bastava dire ancora una volta che era solo una questione di orizzontalità e verticalità. Il primo libro di cui parlerò, malgrado il titolo - non perché non sia un buon titolo, anzi - dà un'idea di verticalità totale. E' un libro che racconta ogni Liguria del Far West: un oggetto narrativo capace di muoversi a ogni quota. Dal mare di Giuseppe Conte, alla Bordighera di Guido Seborga, e poi su per gli affasciati di Elio Lanteri, e per quelli di Francesco Biamonti e attraverso la Pigna di Italo Calvino e i torrenti popolati da anguille gigantesche di Nico Orengo, fino a profumarsi nella lavanda di Riccardo Giordano.  Il mare in salita, ( Contromano, Laterza 2011, ) l'ha scritto Rosella Postorino. E non poteva che essere costruito così, scientificamente, come una foresta di multipiani, che l'autrice prova a scalare senza perdere di vista l'orizzonte del contraltare luminoso che è il m. Il secondo è un saggio. Romanzo mondo ( il Mulino, 2011 ) L'autore è Vittorio Coletti e affronta aspetti molto interessanti della de-nazionalizzazione del romanzo. Ossia quella specie di sfascio del recinto, dovuto naturalmente alla globalizzazione, che ci offre il romanzo mondo come un prodotto di consumo mondiale, ma non per questo come letteratura di consumo. Un romanzo epico e che sa di terra è Se la fortuna è nostra, ( Rizzoli, 2011 ) di Aurelio Picca. E' un testo che racconta una regione che guarda il Tirreno e i monti Lepini, un mondo dove essere proprietari significa prima di tutto essere uomini liberi. Ma non solo, Se la fortuna è nostra è un romanzo che racconta l'onore e le promesse, il sangue e la scoperta del tempio della memoria.           Torniamo poi ai saggi. La cambiale dei Mille, ( Interlinea 2011) l'ha scritto Massimo Novelli. Finalmente un libro che racconta il Risorgimento di chi ha fatto l'Italia ma l'ha perduta. Novelli narra le grandi figure sconosciute, o dimenticate, sepolte nel loro esilio, gli abbandonati dalla Storia in un mare di libri che ultimamente fanno solo a gara a mostrarci i vincitori. Lascio per ultima una geniale antologia di immagini e scrittura. Un libro di grande raffinatezza, che si legge come un viaggio. In Racconti con figure ( Sellerio 2011) di Antonio Tabucchi, si va dalle Fiamme di Davide Benati, al Lontano di Pizzi Cannella, tanto per citare due dei grandi nomi di artisti, visti attraverso l'emozionante filo spinato della scrittura di uno dei maggiori scrittori europei.

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