Scheda del referendum, il leghista Centinaio attacca

Il Capogruppo del Carroccio al Senato: «Ormai siamo alla farsa»

Il leghista Centinaio all'attacco di Renzi sulla scheda del referendum
Il leghista Centinaio all’attacco di Renzi sulla scheda del referendum

ROMA – Mentre cresce l’attesa per l’annuncio della data scelta dal Governo per il referendum sulle riforme costituzionali, che dovrebbe essere stabilita oggi nel Consiglio dei Ministri, a tenere banco è il caso del fac-simile della scheda referendaria.

A mostrarla per primo all’Italia è stato il premier Renzi su Twitter. La scheda, diffusa sul social, recita: «Approvate il testo della legge costituzionale concernente “disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”»?.

Le opposizioni, schierate sul fronte del “No” al referendum, sono partite all’attacco, accusando il presidente del Consiglio e segretario del Pd, di aver diffuso un testo che appare come uno spot per il “Sì”.

Per il Capogruppo della Lega Nord in Senato e Coordinatore del Lazio del Movimento “Noi con Salvini”, Gian Marco Centinaio, «ormai siamo alla farsa. Questo referendum verrà ricordato dai posteri come l’atto più rappresentativo del suo ideatore: una grandissima truffa un grandissimo imbroglio».

«Se da un lato i contenuti vengono indicati da tutti come una serie di errori e di storture della costituzione, dall’altro le operazioni di marketing del premier ricordano le televendite di Wanna Marchi, dove venivano ingannati gli italiani» aggiunge Centinaio.

«Dopo le apparizioni televisive del premier sempre farcite di bugie, le promesse di dimissioni e le relative controproposte in un patetico tira e molla, le uscite pietose del ministro Boschi e quelle di Napolitano adesso la scheda elettorale referendaria con una domanda che, ancora una volta, distorce la realtà – conclude Centinaio -. Presenteremo protesta formale al Presidente della Repubblica ed a tutti gli organi competenti. Renzi ha paura e la paura rende nervosi».