Rischio incendi mai così elevato in Italia

Allarme della Coldiretti: «Superficie di foreste al massimo storico, mix tra incuria e siccità potenzialmente esplosivo»

Nel 2015 gli incendi sono aumentati del 49% mandando in fumo più di 37mila ettari di bosco
Nel 2015 gli incendi sono aumentati del 49% mandando in fumo più di 37mila ettari di bosco

L’allarme incendi non è stato mai così alto nel nostro Paese con la superficie boschiva che ha raggiunto quest’anno in Italia il massimo storico di sempre a causa del degrado e dell’abbandono che lascia campo libero ai piromani e alle ecomafie, con rischi per l’ambiente e la stabilità idrogeologica.

La denuncia della Coldiretti.

La denuncia è contenuta nel dossier della Coldiretti presentato ieri in occasione della mobilitazione di migliaia di agricoltori e boscaioli scesi in piazza per salvare la foresta italiana a Trento.

«Un mix esplosivo scatenato dalle previsioni di una estate 2016 torrida che – sottolinea la Coldiretti – si sommano all’inarrestabile avanzata della foresta che senza alcun controllo si è impossessata dei terreni incolti e domina ormai con 12 miliardi di alberi più di un terzo della superficie nazionale con una densità che la rende del tutto impenetrabile ai necessari interventi di manutenzione, difesa e sorveglianza. Già lo scorso anno – ricorda la Coldiretti – gli incendi erano aumentati del 49% mandando in fumo più di 37mila ettari di bosco».

I rischi per la biodiversità.

«Gli incendi – continua l’associazione – provocano danni incalcolabili dal punto di vista ambientale dovuti alla perdita di biodiversità e alla distruzione di ampie aree di bosco che sono i polmoni verdi del paese e concorrono ad assorbire l’anidride carbonica responsabile dei cambiamenti climatici. Ogni ettaro di macchia mediterranea – precisa la Coldiretti – è popolato in media da 400 animali tra mammiferi, uccelli e rettili, ma anche da una grande varietà di vegetali che a seguito degli incendi sono andate perse. Nelle foreste andate a fuoco – continua la Coldiretti – sono impedite per anni anche tutte le attività umane tradizionali del bosco come la raccolta della legna, dei tartufi e dei piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica come i funghi che coinvolgono decine di migliaia di appassionati».

Investire sulla prevenzione.

«Di fronte ad un fenomeno ormai strutturale bisogna lavorare sulla prevenzione poiché – sostiene la Coldiretti – sono alla mercé dei piromani la maggioranza dei boschi italiani che, per effetto della chiusura delle aziende, si trovano ora senza la presenza di un agricoltore».

«Per difendere il bosco italiano occorre creare le condizioni affinché si contrasti l’allontanamento dalle campagne e si valorizzino quelle funzioni di sorveglianza, manutenzione e gestione del territorio svolte dagli imprenditori agricoli» ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.